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Mobilità privata di noleggio e TPL bus: attività a rischio d'impresa anche a Roma?

Durante l’ultimo decennio di gestione di sinistra è sembrato di no.
Walter Tocci ha progettato ed attuato il trasferimento del controllo della mobilità anche turistica romana dalle mani dei privati a quelle della Pubblica Amministrazione, con pochi privati in deroga considerati affidabili allora e da allora mai cambiati e sempre più fortemente coinvolti ad ogni cambio di gestione del Dipartimento settimo.
Molte le innovazioni e talvolta le invenzioni, come le linee J del Giubileo poi soppresse o la linea 110 o l’ArcheoBus o l’autostazione privata della Tibus srl che è stato tra i primi esercizi di affinamento dell’intesa tra mano pubblica e privati in deroga, come la Romotur e poi la STA con l’introduzione delle ZTL e poi il gestore Trambus nell’ATAC nuova versione.
L’ATAC delle prime esternalizzazioni del 2001 che la giovane Trambus non si potè aggiudicare, con rammarico dell’allora Presidente, in favore degli ormai consolidati ed ormai pubblico-privati in deroga: la SITA al 45% ancora di Vinella con la CO.TR.I., la perugina APM e la francese Transdev.
Gare ripetute nel 2005 con la conferma dei 26 milioni di km allo stesso gruppo integrato in Tevere TPL, inutilmente sanzionate dal TAR per i ricorsi poi promossi e vinti da Opere Generali e Terravision, società italo inglese dell’ex Presidente Trambus divenuto imprenditore internazionale ma ancora imperdonato contestatore della mobilità capitolina. La sua originale attività di noleggio bus alle Compagnie Aeree low cost a Ciampino, unico aeroporto sulla decina di aeroporti europei (oltre a Firenze e Bergamo) che serve, è oggetto di persecuzione da due anni. Persecuzione tanto insistente da far immaginare un progetto che non si ferma neanche davanti alle illegittimità evidenti che consuma, con tracotanza degna di migliore attenzione politica per evitare il ripetersi di spiacevoli inconvenienti già occorsi in Regione.
Gare che la Maggioranza dell’epoca non riusciva a far passare da sola, Petroni non era l’unico contestatore ma una parte di Alleanza Nazionale, più sensibile agli argomenti della mobilità che i privati in deroga sostenevano, ne permise l’approvazione in Consiglio comunale.
Consenso che si è poi ripetuto ogni volta che è stato necessario consolidare l’affinamento dell’accordo pubblico privato a livello comunale o regionale, con la sempre più forte connotazione dell’interlocutore privato privilegiato, caratteristica della passata Giunta, rimasta sorda al conseguente mal controllato fenomeno dei sub affidamenti, ormai divenuti strumento improprio di controllo sul mercato privato-pubblico della mobilità regionale.
Da notare però che lo scorso autunno l’Antitrust ha comminato dieci milioni di euro di multe a quindici aziende riconosciute colpevoli di aver fatto cartello per garantirsi l’acquisizione dei servizi di TPL messi a gara anche a Roma e di queste multe 2,2 milioni sono stati comminati proprio a Trambus ed 1,3 milioni al gruppo della Tevere TPL appunto.
Ora che la nuova Giunta si è insediata e che si stanno completando gli aggiustamenti anche politici all’Azienda pubblica di mobilità più grande d’Italia, vorremmo un confronto sul progetto che è già all’attenzione della nuova Giunta, presentato dall’ormai inossidabile e quasi unico gruppo in deroga, rinforzato dall’acquisizione da parte dell’inglese Arriva della parte privata di SITA, dalla possibilità di forniture turche di autobus nuovi e guidato dagli stessi privati eccellenti della nostra mobilità, interlocutori favoriti e quasi esclusivi della precedente Giunta Veltroni.
Invochiamo discontinuità costruttiva da parte della nuova Giunta Alemanno e ci auguriamo che venga allargata l’interlocuzione, recependo anche le proposte di chi, come alcuni dei migliori tra i nostri associati, può presentare validi progetti da affiancare a quanto sembra già essere all’attenzione di questa Giunta, senza volerlo sostituire.